| Finalmente notizie su Eve, il cortometraggio diretto da Natalie, che ha presentato alla Mostra di Venezia. Qui un'articolo/recensione, con relativi dati: CITAZIONE Eve Usa, 2008 Durata: 35 minuti Regia:Natalie Portman Sceneggiatura:Natalie Portman Fotografia:Adam Kimmel Montaggio:Trincia Cooke Scenografie:Anne Ross Musiche:Sufjan Stevens Interpreti:Lauren Bacall, Ben Gazzara, Olivia Thirlby Produzione:Handsomecharlie
L’incontro tra due generazioni, la malinconia, l’amore, la bellezza che svanisce, l’amore: l’esordio alla regia di Natalie Portman convince e sorprende. L’onore di aprire la sezione di Corto Cortissimo della 65ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è spettato alla “corta cortissima” Natalie Portman, l’attrice di Closer e Léon. Beniamina di pubblico e critica, apprezzata per bravura ed eleganza, il suo esordio alla regia ha da subito destato curiosità tra fan e addetti ai lavori: mai si è vista coda più lunga alla Sala Perla per una proiezione riservata ai cortometraggi. Disponibile e sorridente, l’attrice entra in sala tra flash e applausi. Il corto da lei presentato non delude le aspettative: la grazia e la bravura dell’attrice traspaiono dallo schermo attraverso il suo primo lavoro come regista e sceneggiatrice. Eve racconta di un appuntamento a tre: nonna, nipote e un affascinante vedovo. La nonna non è una nonna qualunque ma l’affascinante Lauren Bacall, emblema della femminilità che sopravvive al passare degli anni, nonostante le rughe, custode di fierezza ed eleganza. Per fare colpo su un vedovo piacente (Ben Gazzara) Lola (il personaggio della Bacall appunto) invita al suo primo appuntamento la nipote Kate (Olivia Thirlby, già vista in Lost). Nella prima parte del film si svolge l’incontro/scontro tra le due donne: la prima è una signora innamorata della vita che, nonostante l’età, prova ancora il piacere di piacere, ama i suoi gioielli e li indossa con estrema naturalezza, vuole innamorarsi, o almeno trovare un buon compagno per il bridge. La seconda, Kate, è una ragazza dei nostri tempi: disillusa, cinica, troppo presa da tutto e da tutti per pensare alla sua femminilità. Entrambe le donne rappresentano, ognuna a suo modo, la propria generazione. Risultano personaggi ben costruiti e ancor meglio diretti. L’appuntamento a tre presenta da una parte momenti esilaranti, dall’altra momenti malinconici, abilmente calibrati tra loro. Lola si diverte a fare la preziosa, a giocare le sue carte di donna colta e ammaliatrice, come se non avesse nemmeno una ruga, come se la giovinezza non se ne fosse mai andata, fiera e consapevole di piacere. È una figura allegra ma anche estremamente malinconica: dietro il make-up e i gioielli, infatti, si nascondono i conflitti con la figlia ma soprattutto la pesantezza del tempo che passa. Certo, quando varca la soglia della sua camera, Lola è una signora ancora piacente e spiritosa, ma dentro di lei c’è il turbamento: lo leggiamo soprattutto attraverso i suoi occhi. La performance della Bacall è straordinaria, Gazzara e la Thirlby convincono. Il pubblico è coinvolto e divertito. Il messaggio "emozionale" è chiaro e non si avvale di facili espedienti o della solita retorica da fiction. Insomma, pollici in alto per l’opera prima di Natalie Portman, che non solo ha soddisfatto le aspettative di pubblico e critica, ma ha dato una bella lezione di cinema ai suoi colleghi che, per la troppa ambizione e le troppe pretese da avanguardisti, si dimenticano spesso di emozionare e coinvolgere il pubblico.
{ fonte} “ E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta e il vento dell'ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via
in un giorno di pioggia ; Modena City Ramblers
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